In Gli archetipi dell’inconscio collettivo (CW vol. 9:1 par 81) Jung scrisse:
“Se si vuole formare una raffigurazione del processo simbolico, la serie di immagini trovate nell’alchimia sono buoni esempi… sembra anche come se l’insieme d’immagini nel tarocco fossero discese a distanza dagli archetipi della trasformazione, un punto di vista che è stato confermato per me da una lezione molto illuminante del professor (Rudolph) Bernoulli. Il processo simbolico è un’esperienza in immagini e di immagini. Il suo sviluppo generalmente si presenta come una struttura enantiodromica* come il testo dell’I King, e così presenta un ritmo di negativo e positivo, perdita e guadagno, oscurità e luce” [* termine greco usato da Jung per significare “cose che mutano nel loro stesso opposto”].

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